La chiesa è stracolma, una moltitudine di persone sconcertate dall'accaduto, nel silenzio del loro singolare dolore. Io sorreggo mia madre, l'unica ad esporre platealmente -come biasimarla- la propria sofferenza: piange, si dimena, perde il senno del tutto. Io me ne sto lì, accanto a lei, incapace di versare la minima lacrima, le sento accumularsi dietro agli occhi, bloccate da una possente diga di rabbia e rancore. Il discorso: sono la sorella, tocca a me (come diavolo credono possa essere capace di esprimere un discorso in queste condizioni, non lo so, ma tocca a me). Kath era unica nel suo genere, loquace come nessun altro quando toccava le sue tele da disegno, nel silenzio più profondo della sua stanza; sempre stata così, piena di segreti, sebbene pura e limpida, avvolta dal suo involucro di dolcezza, sottile tanto da renderla volubile, e al contempo inespugnabile dalle ostilità del mondo. Me la ricordo.. mi blocco: giuro su Dio, l'ho visto in fondo alla Chiesa, i miei occhi lo stanno agguantando, se ne è accorto. E' qui, devono prenderlo: è lui, è lì, correte, cazzo, rapidi prendetelo, sta scappando, è in fondo alla navata! Tutti si allarmano, iniziano a correre, li seguo più rapidamente che posso lì proprio dove lo avevo visto, dietro la colonna marmorea. Non c'è. Dove può essersene andato. Arrivano gli agenti della pattuglia che stava controllando il traffico fuori dalla chiesa, lo cercano ovunque, nessuna traccia. Nessuno oltre me lo ha visto. Ci è sfuggito.
Signorina è proprio certa che fosse lui? chiedono mentre mi accompagnano a sedermi sulle panche, la chiesa ormai evacuata.
L'ho visto, non mi credete? No che non mi credono, no.
Pensiamo solo che magari, con il forte shock che ha subito, potrebbe essere stata suggestionata. "Suggestionata". Sento la rabbia vibrarmi nel corpo, perdono tempo a credermi pazza quando quel bastardo assassino è qua nei dintorni ed era ad un palmo del loro naso. Il corpo invaso dall'ira, sembra bruciare, mi sento per un attimo calda come se la temperatura stessa aumentando esponenzialmente, ed un istante dopo, debole, cado a terra.
Un secondo prima di perdere i sensi, però, giurerei di aver visto il crocifisso sopra la mia testa, piangere lacrime rosse.
© copyright Saba Armeni
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